Rileggendo
‘I promessi sposi’ mi sono confermato nella convinzione che i giudizi estetici
più sinceri e veritieri si basano, in prima istanza, sulla reazione del corpo e
non sul complesso, magari molto grande, di nozioni e di idee astratte che il
lettore può possedere. La bellezza e la verità di una descrizione o l’inutilità
e il carattere falso di una sentenza o di una riflessione si percepiscono
immediatamente con il corpo, proprio come le dimensioni armoniose o
sproporzionate di un edificio o il ritmo avvincente o noioso di un film. Questo
corpo, pur così materiale, non deve, però, vivere in una condizione statica e
grezza, staccato dall’interiorità del soggetto, ma dovrebbe essere continuamente
educato dallo spirito per svolgere il ruolo fondamentale di reagente e di
tramite delle impressioni estetiche. Il male del mondo consiste nel fatto che
la maggior parte degli uomini ha uno spirito fiacco o maligno, e il corpo,
lasciato al suo stato bruto, preferisce la retorica della bruttezza alla verità
della bellezza, che non sa conoscere.


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