giovedì 8 gennaio 2026

Stefan Zweig (1881-1942). Maria Antonietta. Una vita involontariamente eroica. Mondadori, 1948

A Luigi Russo le biografie scritte da Stefan Zweig piacevano poco. Il grande storico della letteratura doveva provare, credo, un certo disdegno accademico e professorale verso le opere di divulgazione destinate a un largo pubblico di lettori. Eppure questo libro su Maria Antonietta è una biografia eccellente, scritta in una prosa sostenuta, con grande acume psicologico, intelligenza storica e conoscenza delle fonti. Siamo ben lontani dalle biografie di certi giornalisti italiani scritte in un modo sciatto che strizza l’occhio al parlare corrivo della gente comune. L’unico difetto del libro di Zweig è la prolissità: indugia troppo nelle caratterizzazioni psicologiche e descrive le atmosfere e gli ambienti con eccessiva abbondanza di pennellate. Ma seguendo la vita della regina francese, mi sono sentito immerso nelle vicende di quel tempo in modo un po’ più consapevole che non leggendo i libri di Soboul, di Mathiez, di Gaxotte. Zweig si laureò nel 1904 con una tesi su Hippolyte Taine, la cui opera sulla Rivoluzione francese “Le origini della Francia contemporanea” è un capolavoro che certo ha contribuito a formare l’interpretazione psicologica e morale dei fatti storici dello scrittore austriaco. 

 

Nessun commento: